Ti fissi un obiettivo, lo progetti, passi all'azione e ottieni un risultato. Il risultato non è quello desiderato ? Ci sta che al primo tentativo succeda, allora ti ci impegni al massimo ma fallisci di nuovo e crolli. Non lo sai ancora ma probabilmente è la cosa migliore che ti sia capitata, non la più bella, ma la migliore perché quando riuscirai a vedere oltre, e ad interpretare i segni che la vita ti manda potrai imparare grandi lezioni.
Ti senti un fallito e hai paura di aver deluso tutti quelli che tengono a te e a vederti riuscire nella vita, i tuoi genitori i nonni, tuo marito o tua compagna. Non vuoi fare brutte figure con i tuoi amici, colleghi che ce l'hanno fatta. Vorresti soltanto scomparire sotto il tuo piumone e non uscire più di casa, rifiuti di parlare perfino con il tuo gatto e chiedi soltanto di essere lasciato in pace per disperarti in solitudine. Questo passaggio è fondamentale perché in quello specifico momento crolleranno le tue difese insieme a tutte le tue false sicurezze e sarà come se tu camminassi nudo a mezzogiorno in piazza della Signoria a Firenze un 15 di giugno. Ti sentirai talmente stanco e spompato di ogni energia che imparerai la più grande delle lezioni, l'UMILTÀ. Smetterai finalmente di dire sempre "lo so" oppure rispondere a chi cerca di darti una mano o un consiglio "te non capisci perché io so cosa faccio" ti accorgerai che probabilmente hai peccato di SUPERFICIALITÀ e di PRESUNZIONE sottovalutando l'ostacolo da superare e prenderai coscienza del più grande pregio di cui sei in possesso ora, quello di non sapere niente e di aver capito ben poco o nulla della situazione in cui ti trovi e soltanto in quello stato d'animo come per magia le tue orecchie si apriranno e sarai pronto ad imparare la seconda lezione: L'ASCOLTO. Ok fallo, piangi e imprechi contro tutti i santi del calendario ma deve essere a tempo determinato, la valle di lacrime deve durare non più di un paio di giorni anche se il bruciore rimarrà vivo ma tranquillo perché ti servirà come strumento per andare avanti e soprattutto ricordare di non rifare gli stessi errori.
Una volta passata la sbornia triste, alzati e caccia da casa tua le sorelle "auto" e "commiserazione" . Fatti una doccia, non scordarti il deodorante, chiama il tuo migliore amico e esci fuori a respirare e svagarti. Parla di quello che ti è successo e delle tue emozioni . Sentire il racconto dalla tua propria voce ti potrà fare scattare idee e osservazioni alle quali non avevi pensato.
L'intervento chirurgico è fallito e il malato è deceduto. Prendi carta e penna e fai l'autopsia di ogni step della progettazione del tuo obiettivo. Ancora meglio se lo fai insieme ad una persona fidata che ha già superato lo stesso ostacolo e che ti può aiutare a vedere la situazione a 360°. Cosa ha funzionato? cosa è stato fatidico? L'obiettivo? È quello giusto? Quali sono i motivi che ti spingono a raggiungerlo? Fai lo stesso per l'azione effettuata, il metodo utilizzato di cui eri convinto? Cosa ti ha insegnato? Cos'è che devi cambiare?
Rompi gli schemi e agisci diversamente. Più domande ti poni e più informazioni acquisirai per la prossima sfida. Ricorda che se è vero che l'importante è rialzarsi è anche vero che ogni volta che ci riprovi non sei più quello che è cascato la volta prima. Sei lui ma con una montagna di informazioni in più. Fai tesoro dei tuoi sbagli e procedi sempre in avanti. Piccolo consiglio personale, investi su te stesso e fai un percorso di crescita personale, spesso malgrado l'impegno che ci mettiamo non riusciamo ad ottenere i risultati attesi perché la relazione fra mente -corpo e ambiente non è più in allineamento. Scoprire il punto preciso in cui il flusso si blocca permetterà di sciogliere il nodo e faciliterà il raggiungimento dell'obiettivo e poi non aver paura di chiedere aiuto. Farlo dimostra coraggio e umiltà.

